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A Cagliari 6mila in piazza contro la cattiva sanità

  • Scritto da Effe_Pi

I sindacati contestano le politiche della regione e sollecitano un cambio di passo, sui territori sempre meno i presidi.

Oltre seimila persone si sono ritrovate stamane, a Cagliari, in piazza Trento, per partecipare alla manifestazione regionale 'Curiamo la Sardegna', organizzata da Cgil, Cisl e Uil, ed esprimere il loro dissenso contro le carenze che affliggono il sistema sanitario regionale. Dopo un breve sit-in, il corteo ha attraversato la città, passando per viale Trieste, via Roma, via Sassari fino a piazza del Carmine. L'obiettivo dell'iniziativa, a cui hanno aderito esponenti di associazioni dei malati, del mondo del volontariato e del terzo settore, è spronare la Regione affinché preveda degli interventi rapidi e concreti per attuare una sanità di qualità e adeguata alle necessita' di salute e cura dei cittadini. Una manifestazione che suona come una bocciatura alla giunta di destra di Solinas, proprio nel giorno in cui a livello nazionale nasce un governo dello stesso colore, quello guidato da Giorgia Meloni.

I rappresentanti sindacali sollecitano un netto cambio di rotta e hanno stilato un documento con otto punti principali, che contengono una serie di rivendicazioni e proposte. L'appello al presidente della Regione è di avviare immediatamente un tavolo con i sindacati sulla sanità, per concordare priorità, iniziative e interventi finalizzati a garantire le cure per tutti i sardi, a partire dai più fragili, anziani e non autosufficienti. Tra le richieste prioritarie, evidenziate nel documento, spicca quella dove si sollecita la realizzazione di un modello di governance che metta al centro l'integrazione delle reti sanitarie territoriali, investimenti e potenziamento dei servizi.

Si chiede, poi, di dare risposte immediate per le patologie dei fragili e degli anziani, di rafforzare le strutture di tutti i livelli e degli organici, un piano di stabilizzazione del precariato e l'utilizzo delle graduatorie in essere, oltre a un tavolo di verifica e revisione dell'intesa del 2005, che ha posto in carico i costi della sanità al solo bilancio regionale. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche l'avvio delle nuove aziende sanitarie, con delle modifiche alla riforma, per attuare un modello radicato nel territorio, lo sblocco degli atti aziendali, un rilancio delle politiche socio assistenziali e per la non autosufficienza. Tra le istanze avanzate ci sono anche quelle incentrate sulla qualità e sulla diffusione delle prestazioni sul territorio, lo stop alle liste d'attesa, più medicina specialistica e maggiore prevenzione. I sindacati sollecitano, infine, una verifica del piano di edilizia sanitaria e lo sviluppo delle nuove strutture sul territorio, con l'attuazione e l'utilizzo dei fondi del Pnrr e di tutte le risorse disponibili.

 

“Oggi ci aspettavamo questa partecipazione tanto numerosa e importante perché c'erano tutti i presupposti. Dai territori – ha spiegato Samuele Piddiu, segretario generale regionale della Cgil Sardegna - sentivamo che c'era la voglia di portare anche a Cagliari tutto il disagio che si sta, purtroppo, vivendo. Siamo confortati da una presenza di questo tenore e livello, perché ci rafforza rispetto alla vertenza che vogliamo portare avanti, insieme a cittadini, associazioni e sindaci. Abbiamo bisogno di risposte da parte di una Giunta regionale distratta, che pensa ai 'rimpasti' e non ai problemi concreti delle persone. Noi pensiamo che sia necessario e indispensabile uno scatto di reni. Non si puo' andare avanti così. Sono trascorsi quasi quattro anni dall'insediamento di una Giunta che aveva presentato come prioritario il tema della salute, ma che non e' stato affrontato a dovere. Se non dovessero arrivare risposte concrete saremo costretti a sollevare ulteriormente il livello di attenzione"